PLAYCAT © presents:

The CATMATE

Oliver e Co.
inviata da:
Claudia Bonfiglioli

Oliver & Co.
send by:Claudia Bonfiglioli

2 Parte (1 Parte)

Chi faceva spesso le spese di questa sua "famona" era il vecchissimo siamese (morto ultracentenario : 22 anni) di mia suocera, che ogni tanto veniva "a pensione" da noi. Piruli', questo il suo nome (un po' stravagante, non trovate?), era un gattino magro, un po' macilento per l'eta', ma neanche poi tanto: anche da vecchio continuava ad essere un saltatore formidabile e un incredibile cacciatore di topi. Di costituzione gracile, aveva sempre mangiato poco: una leccatina e via a fare un giretto; un'altra leccatina e un altro giretto. Chissa' perche' dopo 4/5 giorni che era da noi, l'inappetenza gli passava del tutto. Aveva imparato a mangiare anche lui a testa bassa: pena Oliver che alitava alle sue spalle aspettando il momento della "passeggiatina"!

Ma il vecchio Piruli' la sapeva lunga in fatto di vendetta e aspettava Oliver al varco quando si acciambellava soddisfatto su uno dei due divani della sala per un meritato riposino. La sua tattica era abbastanza curiosa. Gli balzava al fianco e cominciavo a leccarlo con dovizia. E leccava il muso, e le orecchie, e il collo: (Oliver zitto, con gli occhi chiusi, stretti stretti, quasi capisse che era tutta una finta per mandarlo via), finche' le leccate diventavano un po' violente, si trasformavano in morsi e zampate. E a questo punto il buon Oliver non poteva piu' ignorarlo. Allora, proprio come chi e' disturbato da un moscerino nel pieno del sonno (tale doveva apparirgli il piccolo Piruli'), si alzava scocciato e si spostava sull'altro divano, dandogli appena una piccola soffiatina (della serie: "quanto rompi ..."). Riusciva appena a rifarsi un bel "cuccino" caldo, un po' di toeletta ed ecco che il Romp... tornava, stessa tattica, stesso risultato. Insomma i divani erano di Piruli' (a sentir lui...). Finche' una sera decidemmo di insegnargli un po' di educazione, e proteggemmo Oliver, dicendo un fermo: "No!" a Piruli', che per un po' gli gironzolo' intorno, da sotto.... e Oliver? Fu stupendo, lo' fisso' di sottecchi, si stiracchio' un po' e gli fece - lo giuro! - un mezzo sorriso di scherno, agitandogli la coda sul muso in modo da dirgli: "- prova ancora a disturbarmi, vedrai che le prendi!"


For short periods we hosted an old siamese cat who belonged to my mother in low. Piruli', (that was his curious name), never had much appetite, furthermore he wasn't used to live with other cats. Thus, at meal time, he licked only a bit of food and went around for a short walk, these were his habits, but... what a surprise....at his return an empty bowl waited for him, while Oliver was licking himself with great pleasure! But Piruli' took his revenge at nap-time. When Oliver had found a quiet and confortable spot on the sofa and begun to lick himself, Piruli' jumped on, apparentely helping Oliver in his cleaning up.

He licked his face, licked his ears... and the conclusion was always the same: Piruli' bored Oliver till him went away from the sofa. After a while Oliver tried again to have a good rest but... in vain, Piruli' arrived immediately so that the poor, but good tempered yellowish cat, (twice larger than Piruli') just spat a bit -"how boring you are! -seemed to tell him, and tried to find another place.

At late Fall, after 2 years since Oliver's arrival, we noticed in our garden a young female tiger cat. We fed her, but I was well determined, however, not to allow her in our house. The days passed and she was always there, miaowing insistently. She was a real beauty: broad faced with large and round deep-green eyes and a long silvered hair.

 

Un autunno inoltrato, gia' un po' freddo e piovoso, dopo circa due anni dall'arrivo di Oliver, vedemmo in giardino una giovane gatta tigrata. Cominciammo a darle da mangiare, ma io fui categorica: "-non voglio un altro gatto in casa! - Passarono i giorni e la gatta tigrata (veramente bella, una tigratura argentata, con un muso largo da lontano persiano e due occhi enormi verdissimi) non se ne andava. Miagolava in un modo speciale, una sorta di: "MeeeMeeeMeee", tutte le volte che ci vedeva, e appena aprivamo la porta che da' sul giardino, si infilava in casa come una palla da schioppo, ma io, irremovibile, le davo da mangiare e la rimettevo al suo posto: fuori. E da fuori lei ci fissava, con i suoi dolci occhioni patetici, tristi e appena un po' accusatori, che sembravano dire: "- perche' quel brutto giallognolo puo' entrare e io no?-". Il massimo del senso di colpa lo raggiungevamo quando lei si allungava in tutta la sua cortezza (anche lei e' molto brevilinea con zampe corte e quadrate oltre a un codino ridicolo) e cominciava a raspare sul vetro, fissandoci con un'intensita' che non era possibile sopportare.

Difatti non sopportammo. Crollo' Andrea per primo. La gatta aveva capito benissimo che era lui l'anello piu' debole della catena, e fece uso di tutti i suoi artifizi femminili per sedurlo: si metteva a pancia all'aria, lo fissava languida e gli dava sensuali zampatine, non appena era a tiro. Al che fu Andrea che comincio' a fissare me come un cane, pardon, un gatto bastonato. Cosi' una mattina di quell'autunno ancora piu' fredda e piu' piovosa del solito, le aprii la porta: - "Dai entra!", le dissi e lei si fiondo' nella casa che aveva conquistato con le unghie e coi denti, sapendo che non era soltanto per darle la pappa o ricevere qualche coccola: era per sempre. E la Brigitta (Brigitte Bardot in origine, sia per la sua bellezza che per le sue doti di attrice, svelate in seguito...) entro' a far parte della nostra famiglia felina. Oliver non fece storie, fu lei che con un paio di zampate mise subito in chiaro chi comandava da li' in avanti. La dolce, spaurita gattina, si rivelo' una virago con l'aspetto di un peluche: determinata, cocciuta (persino per un gatto), peperina e... terribilmente simpatica e dolce ( solo quando pare a lei, s'intende!); dolcissima quando ti riempie di pelo (che ha morbito e foltissimo, retaggio di lontani parenti persiani) e di fusa!

Insomma tutto era sistemato, per cosi' dire. Poi arrivo' Piruli' per una delle sue periodiche vacanze. E fu un'incompatibilita' totale con la Brigitta. Entrambi erano gatti dominanti, ma nessuno dei due riusci' mai ad affermarsi completamente sull'altro. Ogni tanto facevano delle terribili zuffe, trasformandosi in palle di pelo rotolanti per le scale, ma il piu' delle volte cercavano di ignorarsi. Il buon Oliver, saggio e serafico, osservava le loro battaglie senza prendervi parte. Lui preferiva di gran lunga stare steso al sole in giardino, catturare qualche topolino e perfino una gazza una volta. Grande cacciatore, Oliver! Come Piruli' del resto. Mentre la Brigitta - detta anche "la Grassona" - non e' mai stata portata per le battute di caccia.... ma per i dolci si'! E lo scoprimmo il primo Natale che passo' con noi. Nella notte si fece fuori un Pandoro rimasto aperto (cioe' rimesso nella sua confezione), e il giorno dopo trovammo pezzi di cartone e di cellophane sbrindellato (piu' briciole ovunque), ma del Pandoro vero e proprio nessuna traccia! Inoltre la Brigitta (detta anche "Brigante", immaginate perche'...)non disdegna neppure il pane, e la pizza, e i biscotti. "- E' una gatta mediterranea - " dice Andrea - " E' sfonda...-" dico io, " - E' come quelle donne romagnole -", dice mia suocera che e' romagnola, e quindi se ne intende, "- che hanno un bellissimo viso e un gran sederone ...- ". Insomma, mediterranea o romagnola che sia, la Brigitta deve essere stata la gatta di un pasticcere in un'altra vita, non ci sono dubbi!

E Oliver, che era un "gatto/gatto", non riusciva a smettere di stupirsi di fronte ai gusti alimentari della Briga. A volte cercava persino di mangiucchiare un pezzettino di pane (era un gatto molto educato, e non gli piaceva rifiutare, specie del cibo), ma poi la fissava con la sua miglior espressione a punto interrogativo: " - Miaou??? MIAOU??????Ma sei matta a mangiare questa schifezza??!! -" sembrava dirle.

Passammo molti anni felici noi e la nostra famiglia felina, poi un giorno Oliver si ammalo' di tumore che gli venne nel posto peggiore per un gatto: sotto la lingua. All'inizio il fastidio non gli permetteva piu' di farsi una bella toeletta, cosi' io lo spazzolavo e lo carezzavo dolcemente per delle mezz'ore alla fine di ogni pasto, e lui mi ricambiava con fusa di riconoscenza. Poi il tumore crebbe talmente da impedirgli la masticazione del cibo, ed era una pena vedere quel mangione che arrivava di corsa alla sua ciotola per fermarsi di botto e guardarmi con fare interrogativo, quasi a dire: " - e adesso io come faccio? ". Lo operammo due volte. Ed entrambe le volte il tumore si ripresento' piu grosso e virulento.

Tentammo di alimentarlo con delle flebo, quando non fu piu' possibile operarlo... e poi prendemmo la decisione terribile di sopprimerlo, perche' la sua paura e le sue sofferenze erano troppo crudeli e quella "non vita" non se la meritava proprio.

Ho pianto tutte le mie lacrime nel dolore di questo affetto che mi ha lasciato. E siccome non volevo che facesse l'ultimo viaggio - senza ritorno - e non volevo che avesse l'ultima paura dell'ambulatorio, ho chiamato il veterinario a casa.

L'ho cullato fra le mie braccia fino all'ultimo istante della sua vita. E lui, il mio grande "Gatto/Gatto", l'insostituibile tigrato giallognolo dagl'occhi annacquati, ha fatto dolcissime fusa fino all'ultimo, sentendosi protetto ed amato.

Fidandosi di me (quella fiducia totale che solo gli animali ti danno, e che dovrebbe far riflettere...), se ne e' andato sereno, senza nemmeno un sospiro...

E questa e' la storia di Oliver, che sarebbe piena di tante altre storie, volendo... per esempio la storia di Poldo, "the Pissy-Cat", o "Psycho", il gatto psicopatico, e tanti altri ancora...

Every time we opened the door she hurried inside quick as a lightning: we fed her but always chased her away. And from the garden, where she now permanentely lived, she kept staring inside with pathetic, sad eyes that seemed to say "Why that ugly yellowish one can enter and not I?", ..... so that, at the end, we gave up!

- Come in! - I eventually told her, and she perfectly understood that it was forever. In this way, Brigitta (more completely Brigitte Bardot, both for her beauty and for her unsuspected dramatic attitudes), entered our family. Oliver was not too upset: It was SHE that , with a few well aimed blows of her paw, made immediately clear who of the two of them was in charge! The frighten, sweet kitten revealed herself as a real witch with a peluche appearance!

Time was passing quietly till Piruli' arrived for one of his staying.... and it was disaster! There was a total incomunicability between he and Brigitta, that often resulted in fierce brawls, during which they become a single fury ball rolling down the stairs! Oliver observed their fights with a relax attitude. His preferences went to a lazy sleep in a sunny spot or to a mouse-hunt in the garden.... What a great hunter he was! On the contrary Brigitta was, and is, a sort cake-hunter...

We discovered this attitude of her the first Xmas she spent with us, when, overnight, she ate a huge amount of Xmas cake we had left on the table. She also likes bread, biscuits and pizza. -"She is a mediterranean cat"- says Andrea - "She is bottomless!" - say I - "She is like those women from Romagna "- says my mother in low, who was born in Romagna: -" with a wonderful face, but an enormous rump!" - Anyway, Mediterranean or Romagnola, Brigitta was, in another life - no doubt - a pastry-cook's cat!

The years passed quickly - and happily - for our feline family, till that sad day in which Oliver developped a cancer under his tongue.

At the beginning it was only a minor trouble, but little by little, he couldn't lick himself anymore. I brushed his fur for a long time after his meals, to make him feel better; till when he couldn't even eat. The food simply dropped from his mouth, why he was unable to chow.

How sad were those days! And how much sorrow I felt seeing that glutton who run to his bowl - as usual - but stopped immediately in front of it with a helpless, inquiring face: "- How can I manage this now? -"

We operated him twice, but eventually we were forced to let him sleep.

I bitterly wept for this great loss. While waiting for the Veterinary, during his last day, I cradled him. And He, my dearest, unforgottable cat, the irreplaceable one with yellowish watery eyes, purred sweetly, till last moment of his life. He felt himself loved and protected, he trusted me, that total confidence that animals give us, and that should let us think....Oliver passed away peacefully, without a sigh.

 

OLDgato CATMATES

Il presente materiale può essere visionato in linea o scaricato, ma é di proprietà della redazione di PLAYCAT© e non può essere utilizzato da altri per scopi commerciali, pubblicato su riviste commerciali o inserito in CD-Rom, senza la previa autorizzazione della redazione di PLAYCAT©.
This material can be viewed, saved and printed only for personal use. Any commercial or republishing use in any form is denied without the Playcat© staff's licence.